Il podcast “Il buio rubato”: l’inquinamento luminoso è un problema ambientale

È appena uscito il secondo episodio del mio podcast “Il buio rubato”, prodotto da NUMI Media. In questa seconda puntata, ho affrontato quello che secondo me è il cuore della questione: l’inquinamento luminoso è un problema ambientale a tutto tondo. Non si tratta, cioè, di un problema circoscritto, percepito solo da astronomi e amanti delle stelle, ma di un’autentica mannaia che rischia di mandare in crash gli ecosistemi.

Perché parliamo di salvaguare l’ambiente come se di notte gli ecosistemi smettessero di esistere?

Quando parliamo di ambiente, lo facciamo spesso in base a una clamorosa dispercezione: trattando il tema in una prospettiva esclusivamente diurna. Come se di notte, fauna e flora andassero in stand by. Naturalmente non è così. Basti pensare al mondo vegetale, dove molte specie di piante “si passano il testimone”.

Idem, nel mondo animale: come nel caso degli impollinatori, un universo complesso che l’immaginario comune tende ad appiattire alle sole api dimenticando (per esempio) il lavoro fondamentale delle falene notturne. Gli ecosistemi notturni sono realtà dinamiche e popolatissime. Un esempio per tutti: quasi il 70% dei mammiferi è prevalentemente notturno.

Pipistrelli e dintorni. La notte negata manda in crash gli ecosistemi

In questa prospettiva, balza all’occhio come l’incremento fuori controllo dell’illuminazione notturna rappresenti una minaccia significativa. Ne ha parlato (benissimo, peraltro) Johan Eklöf – giornalista e scienziato svedese – nel sul libro “Elogio del buio”. È da qui che sono partita per raccontare l’impatto dell’inquinamento luminoso sulla fauna e sulla flora.

Nel secondo episodio del mio podcast “Il buio rubato” ho parlato di falene, tartarughe, uccelli migratori. E anche, naturalmente, di quelli che – secondo l’immaginario comune – sono fra i più emblematici animali notturni: i pipistrelli. Per approfondire il tema, ho intervistato Anna Maria Gibellini: naturalista presso l’Oasi WWF Valpredina e referente, per Regione Lombardia, dello Sportello Pipistrelli. 

Un problema di giornalismo costruttivo

In quanto giornalista costruttiva, mi sono sempre posta l’obiettivo di parlare dei problemi dal punto di vista delle soluzioni. Per l’inquinamento luminoso, però, ho consapevolmente deciso di fare un’eccezione. A differenza di altre tematiche, raccontate abitualmente in total black, il grosso dilemma – quando si parla di light pollution – è che l’incremento iperbolico dell’illuminazione non viene percepito come un problema. Per questo motivo, a differenza di quanto ho sempre fatto nei miei articoli e inchieste, nel podcast “Il buio rubato” ho deciso di calcare la mano sul problema. E di parlare di soluzioni solo in un secondo momento.

Con questo episodio, ho però fatto un’eccezione. Perché a volte (e questo è il bello) le soluzioni le incontri anche quando non le cerchi. Nel corso della nostra intervista, Anna Maria Gibellini mi ha raccontato il progetto a cui sta lavorando: LIFE NatConnect2030, un’iniziativa europea finalizzata alla conservazione della biodiversità e messa in atto, nel nostro Paese, da un team di 16 partner che ha come capofila Regione Lombardia. Anna Maria Gibellini mi ha raccontato ciò che, nell’ambito di questo progetto, si sta facendo per tutelare i pipistrelli. Con l’uso, fra l’altro di strumenti basati anche su progetti di citizen science. Ne parliamo in questa puntata, praticamente in anteprima.

Dove ascoltare questa puntata del podcast “Il buio rubato”?

Il podcast è presente su tutte le piattaforme. Lo trovate su Spotify, Amazon Music – Audible e su Apple Podcast.

 

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